TANGENZIALE DI NAPOLI: PISANI (NOI CONSUMATORI) STOP PEDAGGIO E AUMENTI, NO TRAFFICO, DISCRIMINAZIONI E PAGAMENTI IN MONETE – SI CHIEDE TRASPARENZA SUI COSTI DI RICERCA.
I NAPOLETANI FINANZIANO L’INNOVAZIONE NAZIONALE DI ASPI?
NAPOLI, 4 GENNAIO 2026 – Mentre la città è paralizzata dal nuovo balzello di 1,05 euro e i caselli diventano imbuti di fumo e inquinamento, con divieti illegittimi di pagamento in monete e discriminazioni su utenti , è tempo di alzare il velo sulla necessità di eliminare pedaggio e sulla reale destinazione dei proventi della Tangenziale di Napoli. Lo dichiara l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noi Consumatori, annunciando una nuova offensiva legale contro il meccanismo del pedaggio urbano solo nella città di Napoli.
Chiarire un dubbio SUL SUSSIDIO INCROCIATO
Appare il sospetto tecnico, spiega Pisani, che la Tangenziale di Napoli possa esser utilizzata come un bancomat per finanziare la ricerca e lo sviluppo dell’intero Gruppo Autostrade per l’Italia (ASPI). Attraverso i programmi Mercury e le collaborazioni con l’Università Federico II, Napoli è diventata ufficialmente un laboratorio a cielo aperto a spese degli automobilisti . Chiediamo di sapere se i costi milionari di queste sperimentazioni tecnologiche, che poi ASPI applicherà su tutta la rete nazionale per generare profitti globali, siano stati impropriamente scaricati sul Piano Economico Finanziario della nostra Tangenziale, giustificando così l’aumento del pedaggio a carico dei cittadini.
LA PARABOLA DELL’ASSURDO: SMART ROAD A 80 KM/H
Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile, incalza Pisani. Da un lato la società vanta investimenti in innovazione e intelligenza artificiale per milioni di euro, pagati dai cittadini napoletani; dall’altro, la stessa infrastruttura ci viene presentata come così fragile da dover mantenere il limite di 80 km/h e l’incubo dei Tutor. Se la strada è tecnologicamente avanzata, perché è così lenta? E se è così lenta perché insicura, perché allora si paga solo a Napoli un pedaggio da autostrada d’eccellenza? Siamo davanti a una doppia tassazione: il pedaggio per un’opera che non garantisce standard autostradali e le multe per limiti da viabilità ordinaria, con l’impossibilità per i napoletani di pagar sempre senza mai poter riscattare la loro strada
LE AZIONI DI NOI CONSUMATORI
L’Associazione Noi Consumatori ha già predisposto un piano d’azione in quattro punti:
ACCESSO CIVICO (FOIA): Richiesta formale a Tangenziale di Napoli S.p.A. e all’Università Federico II dell’elenco dettagliato dei contratti di consulenza e ricerca finanziati con i proventi del pedaggio negli ultimi cinque anni. L’obiettivo è verificare la pertinenza di tali costi rispetto alla sola tratta napoletana.
ESPOSTO ALL’ART: Segnalazione all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per verificare la correttezza dei costi caricati in tariffa e contestare l’arrotondamento ai 5 centesimi, che configura un aumento reale del 5 per cento a fronte di un’inflazione programmata molto più bassa.
ESPOSTO CAUTELATIVO, come le le navi inquinanti nel porto di Napoli, PER DANNO AMBIENTALE:
ESPOSTO alla Procura della Repubblica per i livelli di inquinamento prodotti dalle code ai caselli indotte dalla nuova tariffa, sollecitando l’apertura delle sbarre e la sospensione del pedaggio anche per causa di forza maggiore e per motivi di ordine e salute pubblica.
CLASS ACTION: Azione collettiva per il ristoro dei danni subiti dagli utenti per il tempo perso in coda e per la contestazione del rifiuto delle monete da 1 e 2 centesimi aventi corso legale, che crea ulteriori ritardi e disagi, oltre che essere una pretesa illegittima e discriminatoria .
Non permetteremo che Napoli sia il bancomat d’Italia, conclude Pisani. Se la nostra Tangenziale deve essere il laboratorio tecnologico di ASPI, allora quel laboratorio deve essere gratuito per i cittadini napoletani o, quantomeno, i profitti derivanti da quelle ricerche devono essere usati per abbattere drasticamente il pedaggio.
GUARDA IL VIDEO!

