All’indomani della Festa del Papà, non possiamo limitarci alle celebrazioni simboliche.
Dobbiamo denunciare con forza una realtà drammatica e troppo spesso ignorata:
la violenza istituzionale che molti padri subiscono nei tribunali italiani.
Il caso oggetto del reclamo innanzi alla Corte d’Appello di Napoli – promosso dallo Studio dell’Avv. Angelo Pisani – rappresenta l’ennesima prova di un sistema che, anziché tutelare i minori, finisce per privarli ingiustamente della figura paterna.
IL CASO: UNA PRASSI ILLEGITTIMA E DISUMANA
Un padre viene di fatto privato del diritto di vivere pienamente il proprio figlio di appena due anni, con:
• Divieto di pernottamento fino ai 3 anni
• Frequentazione ridotta a poche ore settimanali
• Nessuna motivazione concreta o valutazione individuale
Il tutto fondato su una presunta “prassi del Tribunale”.
Una prassi che NON esiste nella legge.
Una prassi che viola la Costituzione.
Una prassi che distrugge relazioni familiari.
UNA VIOLENZA INVISIBILE: QUELLA DELLA GIUSTIZIA
Questa non è una semplice decisione giudiziaria.
È una forma di violenza:
• contro i padri, trattati come genitori di serie B
• contro i figli, privati di affetto, presenza e quotidianità
• contro la Costituzione, che tutela la bigenitorialità
Ogni notte negata è un diritto sottratto.
Ogni abbraccio mancato è un danno irreparabile.
VIOLAZIONI GRAVI
Il provvedimento impugnato viola:
• Art. 30 Costituzione – diritto-dovere dei genitori
• Art. 337-ter c.c. – rapporti equilibrati con entrambi
• Art. 315-bis c.c. – diritto del minore alla relazione
• Art. 8 CEDU – diritto alla vita familiare
• Convenzione ONU sui diritti del fanciullo
E soprattutto introduce automatismi illegittimi basati sull’età, già bocciati dalla giurisprudenza.
APPELLO URGENTE AL GOVERNO
L’Avv. Angelo Pisani, Founder della missione 1523.it, lancia un appello immediato:
“BASTA PRASSI ILLEGITTIME NEI TRIBUNALI”
Chiediamo al Governo e al Parlamento:
1. Cancellazione immediata di linee guida e prassi non previste dalla legge
2. Introduzione di sanzioni per provvedimenti discriminatori
3. Istituzione di controlli sui tribunali per i minorenni e civili
4. Garanzia effettiva della bigenitorialità reale, non teorica
5. Tutela concreta del tempo di vita dei bambini, bene irripetibile
IL TEMPO DEI FIGLI NON SI RESTITUISCE
Un bambino non può aspettare tre anni per avere un padre.
Un padre non può essere ridotto a visitatore.
La giustizia non può diventare strumento di separazione affettiva.
CONCLUSIONI
Questa battaglia non riguarda un solo padre.
Riguarda migliaia di uomini e milioni di bambini.
La famiglia non si difende con slogan.
Si difende con diritti veri, uguali per tutti.
LA VITA NON HA GENERE.
LA GIUSTIZIA DEVE SMETTERE DI AVERLO.
Avv. Angelo Pisani
Founder 1523.it – Potere ai Diritti


