Napoli sotto assedio da parte di criminali stranieri. Casse automatiche asportate con scasso. Paura di cittadini e commercianti, ostaggio della criminalità, ormai sempre più straniera.
Ancora un raid. Ancora violenza. Ancora paura.
Nella notte quattro malviventi, armati di spranghe e con volto coperto, si sono introdotti nella paninoteca Mario Tortora di Fuorigrotta, sfondando la porta blindata, sradicando e prelevando la cassa automatica e distruggendo arredi e bancone con danni di oltre 10mila euro .
È il tredicesimo episodio ai danni della stessa catena di panini e nonostante gli inviti del titolare ai vari scassinatori di venire a lavorare anziché delinquere .
Come da copione, un’altra azione rapida, brutale, senza problemi, compiuta sotto gli occhi delle telecamere, in un locale fronte strada, con totale spregiudicatezza e senza timore di essere fermati.
Napoli città ostaggio della paura, che vive una crescente percezione di insicurezza.
Commercianti e cittadini si sentono sempre più esposti.
Ogni raid non è solo un danno economico:
è un colpo alla fiducia, alla serenità, alla libertà di lavorare.
La paura si diffonde nei quartieri.
Le attività commerciali sono costrette a investire in sicurezza privata.
Le famiglie temono di uscire la sera anche per il dilagare della violenza .
«Non possiamo accettare che interi quartieri diventino terreno fertile per bande criminali senza scrupoli», dichiara l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori.it.
Tolleranza e impunità alimentano il problema.
Troppo spesso si assiste a:
• Arresti seguiti da scarcerazioni rapide
• Misure cautelari inefficaci
• Recidiva sistematica
Una giustizia percepita come debole o eccessivamente tollerante con certa criminalità di strada che genera un effetto devastante:
la convinzione che si possa delinquere senza conseguenze concrete.
Questo alimenta l’escalation.
Serve un piano straordinario e condanne severe.
Non bastano passerelle e dichiarazioni. Servono azioni immediate:
• Rafforzamento dei controlli notturni
• Presidi permanenti nelle aree commerciali
• Coordinamento reale tra forze dell’ordine
• Interventi mirati contro bande organizzate
• Misure più severe per recidivi e criminalità violenta
«Chiedo formalmente al Prefetto e al Sindaco la convocazione urgente del tavolo sulla sicurezza urbana ascoltando le vittime, perché oramai la gente non ce la fa più. La città non può attendere oltre», conclude Pisani.
La sicurezza non è uno slogan.
È un diritto costituzionale.
Napoli non può arrendersi alla paura.

