Solidarietà all’avvocatessa accoltellata sul bus a Napoli e allarme per il dilagare delle forme di violenza, anche quelle connesse alla sottovalutazione e mancata cura delle patologie mentali.
E’ la ferma posizione del contatto antiviolenza 1523.it, che annuncia la propria costituzione di parte civile nel processo destinato ad accertare le responsabilità dell’atroce crimine.
L’avvocato Angelo Pisani, founder del 1523, insieme all’associazione Potere ai Diritti, auspicando che sia dato in giudizio l’esempio di massima severità, anche nei confronti di coloro che nelle istituzioni finora non hanno adottato provvedimenti per prevenire simili episodi di follia, chiede che venga tempestivamente adottata ogni misura necessaria per scongiurare altri eventi criminosi di questo genere e, soprattutto, effetti emulativi.
«Insieme a tutti i professionisti associati del 1523 esprimiamo profonda costernazione e ferma condanna per l’inaudita violenza che ha colpito la giovane professionista nel quartiere Vomero – dichiara Pisani – ma al tempo stesso denunciamo i pericoli e le violenze cui sono esposti quotidianamente giovani, anziani e famiglie, cui devono essere assicurate realmente sicurezza e giustizia, con altri metodi e strumenti di difesa».
«La malcapitata collega – ma poteva capitare a chiunque – vittima di un barbaro accoltellamento e di un successivo sequestro a bordo di un mezzo pubblico, rappresenta l’ennesimo bersaglio di una violenza cieca e imprevedibile che ferisce oltre la persona, l’intera società», aggiunge Pisani.
«La salute mentale rappresenta un enorme fattore di rischio, in primis proprio per le tante persone che, abbandonate a se stesse o alle proprie famiglie, non trovano nello Stato adeguati luoghi e strumenti di cura». «Per questo – conclude Pisani - il 1523.it seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda giudiziaria, restando a completa disposizione della giovane professionista e della sua famiglia per ogni forma di assistenza e supporto necessari in questo drammatico momento, affinché non siano mai lasciati soli i cittadini».

