Napoli, 23 giugno 2026 – Il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Muna Sunjida Afrine, imputata per il gravissimo fatto avvenuto ad Angri il 1° maggio 2026 ai danni di Mizanur Rahman evirato dell’organo genitale ed ucciso nell’animo, difeso dall’Avvocato Angelo Pisani.
Secondo l’imputazione formulata dall’Autorità Giudiziaria, la donna, accecata dalla gelosia e da un morboso sentimento di possesso, avrebbe somministrato farmaci alla vittima durante il pranzo, provocandone la sonnolenza, per poi approfittare del suo stato di incapacità e colpirlo con estrema crudeltà, cagionandogli l’evirazione e la perdita dell’uso dell’organo genitale.
«Un dramma che solo all’inizio e solo a parole ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua ferocia e per le devastanti conseguenze fisiche, psicologiche, familiari ed esistenziali subite dalla vittima, ma che di fatto non ha generato alcuna solidarietà della società civile e della politica, né garantito dovuta assistenza e richieste donazioni per la vittima, abbandonata al suo crudele e misero destino, al contrario del movimento che sarebbe nato se la vittima fosse stata una donna tanto più cara al sistema», denuncia ogni giorno l’Avv Angelo Pisani, che invoca parità di diritti e tutele per le persone.
«Non è stata colpita soltanto una parte del corpo di un uomo – rincara la dose l’Avv. Angelo Pisani – ma è stata devastata la sua identità, la sua dignità, la sua serenità, il suo futuro. Mizanur è una vittima che porterà per sempre sul proprio corpo e nella propria anima le conseguenze di una violenza che non può e non deve essere minimizzata».
Il decreto di giudizio immediato rappresenta un passaggio fondamentale verso l’accertamento della verità e delle responsabilità, per una condanna esemplare che sia di monito per tutti e di contrasto al dilagare della violenza
«Confidiamo – prosegue Pisani – che la Giustizia sappia dare una risposta ferma, autorevole, giusta ed esemplare senza sconti per la carnefice donna, spesso più tollerata di uguali criminali maschi . Chi usa la violenza per dominare, punire o annientare un’altra persona deve sapere che lo Stato reagisce con la massima severità e senza distinzione di sesso. Questa vicenda deve diventare un monito per tutti».
Nel procedimento si costituiranno parte civile:
• Mizanur Rahman, vittima dell’aggressione;
• la moglie e i figli della vittima, assistiti dall Avv. francesco Laudisio , anch’essi gravemente danneggiati dalle conseguenze del delitto;
• l’Associazione Potere ai Diritti con il Team Antiviolenza 1523.it, tramite l’Avv. Sergio Pisani, impegnato nella tutela di tutte le vittime senza distinzione di sesso.
«Da anni ripetiamo una verità semplice che qualcuno continua a ignorare: la violenza non ha sesso. Quando una donna è vittima, giustamente si mobilitano istituzioni, politica, associazioni e media. Lo stesso rispetto, la stessa attenzione e la stessa solidarietà devono essere garantiti quando la vittima è un uomo.
Le vittime non si dividono per genere. Il dolore non ha colore politico. La sofferenza non ha sesso. La giustizia deve essere uguale per tutti».
L’appello dell’Avv. Pisani è rivolto alle istituzioni, al mondo dell’informazione e all’opinione pubblica affinché nessuno venga lasciato solo e perché lo si dimostri, dando subito solidarietà ed aiuti al povero uomo evirato ed umiliato, al momento impedito anche a lavorare e pagare il fitto di casa.
«Questo processo non riguarda soltanto Mizanur. Riguarda ogni persona che ha subito violenza, umiliazione e sopraffazione. Ci auguriamo che da quest’aula di giustizia parta un messaggio forte: chi distrugge la vita di un essere umano dovrà risponderne fino in fondo. Solo così potremo costruire una società realmente civile, dove ogni vittima sia ascoltata, protetta e rispettata».

