Pisani: “Difenderemo fino in fondo i diritti delle persone più fragili e denunceremo offese e abusi”
NAPOLI, 3 LUG – Si è svolta ieri alle 12,00 dinanzi al Tribunale di Napoli, davanti al giudice Vitale, l’udienza del ricorso promosso nell’interesse di T.A., persona con disabilità grave residente ad Anacapri, contro il Comune di Anacapri, al quale viene contestata una condotta omissiva e discriminatoria per la mancata adozione, nell’arco di oltre tredici anni, di adeguati interventi di tutela sociale e abitativa e mancata disponibilità di un alloggio.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Angelo Pisani e Paolo Pietro Esposito, ha ribadito la richiesta di accertare la violazione dei diritti della ricorrente e di condannare il Comune per non avere predisposto una concreta soluzione abitativa a favore della donna, invalida al 100%, oggi esposta al rischio di perdere la propria abitazione senza un’alternativa adeguata.
Nel corso dell’udienza inoltre è stata duramente ancora contestata la linea difensiva del Comune e l’assoluta mancanza di di rispetto e sensibilità, per le eccezioni “pretestuose e temerarie ”, perché, secondo i legali della ricorrente, tenta di far apparire come sufficienti interventi, mai visti in 13 anni, che derivano in realtà da misure finanziate dalla Regione Campania e non da autonome iniziative dell’ente comunale, oltre a permettersi di offendere e fare violenza verbale in danno della malcapitata vittima che, anche sul punto, chiederà sia accertata ogni violazione alla magistratura.
“Se davvero il Comune sostiene di conoscere la situazione della cittadina fin dal 2013 – afferma l’avvocato Angelo Pisani – dovrebbe dimostrare quali concreti interventi abbia posto in essere per evitare che oggi una persona con disabilità grave rischi di rimanere senza casa. Non bastano dichiarazioni di principio o contributi previsti dalla Regione per assolvere ai doveri di protezione che gravano sull’ente locale”.
La difesa ha inoltre censurato alcuni attacchi verbali come la proposta di trasferire la giovane a Caserta o in una casa per patologie mentali dividendola dai genitori ed altre espressioni contenute negli atti difensivi del Comune, ritenendole offensive della dignità della persona disabile e chiedendone la cancellazione, oltre a ribadire la richiesta di accertamento della condotta discriminatoria ai sensi della legge n. 67 del 2006.
“Una società civile – conclude Pisani – si misura da come protegge le persone più fragili. Continueremo a batterci affinché nessun cittadino con disabilità venga lasciato solo davanti a un’emergenza abitativa o trattato come un problema da rimuovere”.

